
Un PDF salvato mesi prima. Una tabella stampata e mai sostituita. Un protocollo aggiornato ma non comunicato. Una nota interna che convive con una linea guida più recente.
In reparto, l’informazione clinica non è solo vera o falsa. È anche aggiornata o superata, locale o generale, applicabile o non applicabile, ufficiale o informale.
Questo vale soprattutto per protocolli, farmaci, procedure, soglie e percorsi di rivalutazione.
Un ambiente digitale serio deve quindi trattare le fonti come oggetti clinici, non come allegati passivi. Ogni documento dovrebbe avere una versione, una data, una provenienza, un ambito di applicazione, eventuali limiti e un collegamento chiaro al modulo in cui viene usato.
La gestione delle versioni non è un dettaglio tecnico. È una parte della sicurezza informativa.
Fonti come oggetti clinici vivi.
Nidus dovrebbe crescere in questa direzione: non solo mostrare contenuti, ma rendere visibile da dove provengono, quando sono stati aggiornati e come si collegano al workflow. In neonatologia, l’ordine delle fonti è già una forma di cura.
Collegamento Nidus: protocolli, knowledge base, versioning, fonti.
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