
È protezione biologica, supporto alla crescita, elemento di continuità assistenziale e, sempre più, indicatore della qualità organizzativa del reparto.
La madre resta la fonte prioritaria. Quando il latte materno non è disponibile o sufficiente, il latte umano donato diventa una risorsa importante, soprattutto nei neonati più vulnerabili. Ma perché questa risorsa sia realmente accessibile, non basta la raccomandazione clinica: servono banche del latte, criteri, logistica, tracciabilità, monitoraggio dei volumi e integrazione con i percorsi nutrizionali.
È qui che il tema diventa sistemico.
Un reparto può conoscere il valore del latte umano e, allo stesso tempo, non riuscire a garantirne un accesso uniforme se mancano processi condivisi. Il divario tra evidenza e pratica spesso nasce proprio lì: non nella conoscenza, ma nell’organizzazione.
Un tema di quality improvement.
Misurare disponibilità, tempi, popolazione eleggibile, utilizzo e outcome non è burocrazia. È il modo in cui una risorsa clinica diventa realmente parte della cura.
Riferimenti: AAP Clinical Report 2026 su human milk e VLBW; WHO donor human milk guidance; letteratura su banche del latte.
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